Da centro nevralgico per gli affari dell'Impero a "orto" della Roma medioevale, fino al suo recente passato di rione popolare e al suo caotico presente, che l'ha consacrato come mecca della movida capitolina. Una storia millenaria, quella di Testaccio, che si arricchisce ora di un nuovo capitolo. La riqualificazione del quartiere, infatti, parte dall'idea di un museo diffuso del rione, che ne valorizzi tutte le stratificazioni storiche in un percorso diacronico che dall´Antica Roma giunge fino agli anni '20 del Novecento.
Secondo un recente rapporto della Digital Inclusion Task Force pubblicato dal The Guardian se in Inghilterra l’accesso e l’uso di Internet fosse esteso a tutta la popolazione, il Paese potrebbe arrivare a trarne un guadagno pari a circa 20 miliardi di euro. Dai dati che sono stati resi pubblici è emerso che ci sono invece ancora molti cittadini che non hanno accesso al Web.
In particolare sarebbero soprattutto i disoccupati e gli anziani a non rientrare tra la parte di popolazione che non ha la possibilità di accedere alla rete. Essi costituirebbero il 40% di coloro che non possono usufruire del Web. Ma appare sorprendente che anche 1,6 milioni di bambini sono privi di una grande opportunità come le risorse rappresentate dai servizi Internet.
In tutto sarebbero 10 milioni i cittadini britannici che non beneficiano delle opportunità offerte dal Web. Per questo il governo inglese avrebbe intenzione di fare in modo che entro il 2012 tutti i cittadini inglesi possano accedere alla rete. Un obiettivo ambizioso, ma che lascia intravedere la comprensione dei vantaggi ricavabili a lungo o a medio termine.
Oltre alle possibilità di risparmio e di guadagni per l’economia, un più generalizzato uso di Internet porterebbe dei ricavi anche in termini di risorse umane. I bambini soprattutto potrebbero avere maggiori possibilità di migliorare il loro rendimento scolastico e di collocarsi con più immediatezza nel mondo del lavoro, una volta diventati adulti.
C'è però già chi s'è mosso in questa direzione. Dimostrandosi come una nazione all'avanguardia la Finlandia ha fatto diventare un diritto legale di ogni cittadino l'accesso alla rete a banda larga, grazie ad alcune leggi appositamente create in questi giorni dal proprio Esecutivo.
Secondo quanto stabilito dal Governo a partire da luglio 2010 ognuno dei circa 5,5 milioni di Finlandesi avrà diritto ad avere una connessione della velocità di almeno 1Mbps, un quantitativo di banda solo di transizione visto che a partire dal 2015 la velocità che spetterà di diritto a ogni cittadino sarà di ben 100Mbps.
Pur rendendoci conto di essere un numero pari a più di 10 volte quello della popolazione finlandese, a noi Italiani non resta che augurarci che un giorno anche i nostri governanti possano aprire gli occhi e iniziare a legiferare su un argomento del genere, rendendo i 56k, che alcune persone sono ancora costrette ad usare, solo un ricordo.
La blogfest2009 è un’iniziativa che ha riunito a Riva del Garda dal 2 al 4 ottobre 2009 tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete, che abbiano origine dai blog, da Facebook, da Twitter, dalle chat e dai forum e da qualsiasi altra forma sociale di comunicazione.
Si è discusso di tutto e su tutto, attraverso tre BarCamp dedicati, incontri con professionisti della comunicazione, giornalisti e sono stati attribuito gli “oscar” dei migliori blog italiani attraverso le votazioni di circa ottomila lettori.
Un momento di incontro che è servito anche a fare il punto sull’evoluzione dei blog, nati circa 8 anni fa (e diventati rapidamente di moda) prevalentemente come diari soggettivi e diventati in questi anni uno strumento di comunicazione più adulto, per progetti di comunicazione aziendale, culturale e giornalistica.
Un’iniziativa utile anche per capire dove va la blogosfera italiana, quali sono i protagonisti e quali i temi prevalenti delle conversazioni sul web.
La cosa che è saltata subito all’occhio è la biodiversità dei suoi protagonisti, in cui non campeggiano solo i Grillo e i Travaglio (che peraltro devono buona parte della loro fama a una notorietà precedente o esterna al web), ma anche blog che devono il proprio successo a una linea editoriale coerente, o che hanno fatto della creatività la ricetta del loro successo.
Last but not least il ricorrente (e ormai datato per chi scrive) tema della “fuffa”, che riemerge ogni volta che si parla di blog. Sì sui blog c’è forse ancora parecchia fuffa, ma è ormai un fatto che sono diventati uno mezzo utile per parlare (seriamente) di qualunque cosa, dai beni culturali (e andatevi a vedere questo blog sui musei di Roma) alle informazioni su quel che accade nel mondo, dai libri (e qui apro un’altra parentesi per suggerirvi questo) al mondo delle biblioteche e degli istituti culturali. Soprattutto, sono diventati un mezzo per leggere, analizzare, capire quello di cui la tv non parla più da tempo. Chissà perché.
Il dibattito sulle Fondazioni bancarie è sempre all’ordine del giorno. Sono tanti in Italia a criticare le Fondazioni bancarie per le loro ingerenze nelle questioni creditizie. Per non parlare delle critiche mosse alle modalità con cui si scelgono presidenti, troppo spesso nominati per meriti politici e senza alcuna competenza specifica. Ma mai nessuno fino ad ora aveva osato metterne in discussione il “ruolo sociale”.
Sulla recente creazione della nuova Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac sono stati già dedicati fiumi di inchiostro e molte sono state le posizioni, anche polemiche, che hanno seguito la nomina a Direttore di Mario Resca, già esperto manager, tra l'altro, di una nota catena di fast-food e del Casinò di Campione.
Si è tenuta a Roma il 15 settembre 2009 la Giornata Nazionale dei Paesaggi Sensibili promossa da Italia Nostra al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi che corrono le nostre città storiche. Consumo del suolo, alterazioni del tessuto urbano e sociale, disordine edilizio, degrado, traffico, inquinamento dell'aria, caos acustico e visivo, emergenza rifiuti. Sono queste le principali minacce per il futuro delle nostre città, piccole e grandi.
Un ulteriore esempio delle proficua collaborazione tra nuove tecnologie e Beni culturali che, se ancora ce ne fosse bisogno, mette in luce le enormi potenzialità di questa unione.